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Ci scrivono...

 

 

 

Non sapevo che...

(curiosità... aneddoti... credenze... paure...)

 
     
   
Quando si entra in locale dove si fa il pane, il vino, o le sagne, il formaggio, ecc. si dice sempre “SANDe MARTINe” e l’altro risponde “BEMMeNUTe"  
     
 
Quando si incontra un prete si dice “Cristo regni”. E lui risponde “Sempre”
     
Quando cade a terra un pezzo di pane, bisogna raccoglierlo e prima di mangiarlo bisogna baciarlo e farsi il segno della croce.  
     
 
Per bruciare le immagini sacre (o santini) bisogna aspettare il fuoco santo della vigilia di Natale
   
Alle donne che abortivano o che non riuscivano a portare a termine la gravidanza, a loro insaputa, veniva dato da mangiare la pelle di un serpente. Le donne più anziane, quando in campagna trovavano una pelle di serpente la portavano a casa, la nascondevano e, all’occorrenza, la trituravano e la mescolavano nelle pietanze da dare all’aspirante mamma.
     
Ai bambini che facevano la pipì a letto le mamme preparano un brodo di topo che davano loro da bere.
     
Quando si mandava un bambino a fare un servizio, si sputava per terra e si diceva, per farlo tornare subito, di essere di ritorno prima che lo sputo si asciugasse.  
     
 
Le donne con le mestruazioni non devono mettere piede nella cantina dove c’è il vino, nè ammassare le sagne, nè fare il pane, nè fare il formaggio.
     
Dopo aver fatto il vino e torchiato le vinacce, queste venivano bagnate con acqua e dalla loro secondo spremitura si ricavava un vinello molto leggero che si chiamava “acquata”  
     
Il giorno 11 novembre – S.Martino, protettore dei cornuti – si prendeva una zucca, si facevano buchi da far sembrare occhi e bocca, si metteva una candela accesa all’interno ed all’imbrunire si girava, con un fantoccio di paglia in processione per il paese cantando: “Ue’, Uè, Sante Martine, tutte le corna a le Quasarine” . Il fantoccio poi veniva bruciato in piazza. Era anche usanza cucinare, in questo giorno, gli gnocchi. (Halloween è nata prima ? )
     
Quando muore una persona, prima di chiudere la bara, è uso metterle accanto le ultime cose più care (o più usate in vita) : il cappello, l’ombrello, il bastone, le medicine, ecc. come se dovesse continuare ad usarle.  
     
 
Per la morte di un fratello, della madre o del padre, le donne dovevano portare il lutto (portare solo vestiti neri) per tre anni mentre per la morte di un cognato, cugino, ecc. si portava il mezzo lutto (gonna marrone e maglia nera) per sei mesi.
     
Al bambino che entra per la prima volta in una casa bisogna regalargli dei soldi… altrimenti i risparmi vengono rosicchiati dai topi.  
     
 
La prima volta che si tagliano le unghie ad un bambino bisogna fargli stringere, nell’altra mano, una banconota.
     
Veniva ogni tanto a Chiauci un personaggio chiamato CUAPeLLARe che comprava i capelli lunghi delle donne, forse per farne parrucche. In cambio offriva loro spille, molle per mutande, ditali, filo, ecc.  
     
La domenica delle Palme, dopo la messa, si prendevano alcune foglie di ulivo, si bagnavano con la saliva, si esprimeva un desiderio (o ci si domandava se la persona amata ci stava pensando) e si buttavano nella brace. Se scoppiettavano il desiderio veniva esaudito.
     
Si usava mettere dietro ogni portone d’ingresso delle case una scopa di miglio perché la strega, prima di entrare, doveva contare tutti i fili e … perdeva tempo.  
     
 
Il portone d’ingresso delle case aveva una buca in basso (cavuta) per consentire al gatto di entrare ed uscire. La sera, quando il gatto era dentro, veniva chiusa dall'interno e riaperta il mattino successivo.
     
Veniva ogni anno a Chiauci un personaggio chiamato SANAPeRCELLA. Si recava dai proprietari dei maiali e con un intervento chirurgico (!) chiudeva il dotto spermatico dei maiali maschi. La mancata produzione di ormoni li faceva ingrassare.
     
 
Quando fu inaugurato l’acquedotto a S.Onofrio, nel 1952, il parroco di Pescolanciano, Don Gioacchino Maselli, si era vestito coi paramenti sacri per accogliere il Ministro Campilli. Il parroco di Chiauci, Don Livio Di Vincenzo, anche per la rivalità che c’è sempre stata tra Pescolanciano e Chiauci, fece svestire il collega e condusse lui la cerimonia. Accompagnò poi il Ministro a visitare la cappella nel bosco ed… arrivarono i contributi per la ristrutturazione (500.000 lire dell’epoca).
     
Gli anelli che sono posti accanto a molte case di Chiauci servivano per legarci il mulo o l’asino, che ogni famiglia aveva per i lavori agricoli.  
     
 
La prima volta che viene usato un tegame o una pignatta di terracotta, bisogna strofinarla con l'aglio, farla bollire in acqua ed aspettare che si raffreddi.
     
Fino a qualche anno fa si usava chiamare: padre à tata , nonno à tatille e bisnonno à tatucce.  
     
Per lenire i dolori dei geloni bisogna tagliare uno spicchio d'aglio (o una patata) e sfregarla sulla mano o il piede dolente.
     
Vicino a molti portoni d’ingresso delle case di Chiauci ancora oggi esistono degli oggetti in ferro, conficcati in terra, a forma di lama, chiamati sterrazza, che servivano ai contadini per togliere la terra dalle scarpe prima di entrare in casa.  
     
 
Per eliminare i porri bisogna farci cadere sopra alcune gocce di latte di fico. Il trattamento va ripetuto per almeno una settimana.
     
Il TOMOLO viene utilizzato come unità di misura dei cereali ed altre derrate ed è pari a Kg. 43. E' suddiviso in 2 mezzetti, 4 quarti e 16 misure  
     
 
Quando si battezzava un bambino si portava in chiesa una brocca d'acqua ed una fetta di pane
     
La professoressa Rosa VIPARELLI, prorettore dell'Università degli Studi della Basilicata, ha discusso una tesi di carattere progettuale sul fiume Trigno alla stretta di Chiauci.

www.unibas.it/ateneo/viparelli.htm

 
     
 
La CANNA è l'unità di misura usata per la legna da ardere. E' pari ad 8 palmi equivalenti a metri lineari 2,20 . Ogni canna di legna è pari a 22 quintali.
     
Il TOMOLO viene utilizzato anche per la misurazione dei terreni ed è pari a 270 metri quadrati  
     
 
Con la luna piena, a crescenza e a punto di luna non si possono fare le salsicce, non si può fare la cumbosta né uccidere il maiale, non si può travasare il vino, potare la vigna, lavare i panni e neanche fare la salsa di pomodoro.
     
I sogni che portano fortuna sono: verdura, ghiande, la neve, la pioggia, l'erba verde e cose di colore verde, baciare i morti, numeri ricevuti dai morti, mettere i morti nella bara.
     
 
I sogni che portano sfortuna sono, invece: fiamme, fumo, sangue, tanta gente, grandine, il diavolo, acqua torbida, carne, uva, musica.
     
Se nel sogno cadono i panni nell'acqua dei ruscelli o delle fontane è prevista la morte di qualche parente.  
     
 
quando cadeva un dente si usava buttarlo su un tetto e per farlo ricrescere meglio si diceva: TITTe TITTe, ECCHETe Le DENTe STUORTe E DAMMe QUIRe DRITTe (tetto, tetto, ccoti il dente storto e dammi quello dritto )
     
Le sere d'estate si andava per i campi a prendere le lucciole (LUCeCAPPELLe) e si mettevano sotto un bicchiere credendo che la mattina successiva al loro posto si fossero trovate tante monete quante erano le lucciole.
     
 
Per i chiaucesi i sogni fatti prima di mezzanotte non si avverano mentre quelli fatti all'alba si avverano. I sogni hanno i seguenti significati:
   
Treno Notizie e soldi da avere
Tanta gente
Guai in vista - Purgatorio
Neve o Fagioli
Ricevere soldi
Serpenti
Male lingue - Pettegolezzi
Fumo
Malattia
Fiamme
Danno - Morte
Polenta
Dispisceri - Malattia
Grandine
Piano - Danno alle colture
Pioggia
Cose buone in vista
Uova
Chiacchiere e litigi
   

 

 

graphic by Gianluca Di Vincenzo giandivi